“Nome, termine, segno, simbolo o disegno oppure una combinazione di questi al fine di identificare i beni o servizi (product brand) di un’impresa o l’impresa stessa (corporate brand) e di differenziarli da quelli della concorrenza”: è questa la definizione di brand di Philip Kotler.

Oggi il Brand ha acquisito sempre più significato andando a definire quali sono gli aspetti distintivi dell’azienda, qual è la sua storia, quali aspettative hanno i nostri clienti e quale qualità riesce a soddisfare l’azienda. Sottende al livello di notorietà, all’esperienza maturata dei consumatori e a tutta una serie di asset astratti che però, al giorno d’oggi, costituiscono il vero punto di forza di un’azienda.

Ma perché puntare veramente sul marchio?

È una domanda a cui si può dare una risposta veramente semplice: se la tua è un’azienda di produzione, chiunque può acquisire macchinari simili – anche più moderni – ai tuoi e corrodere il tuo vantaggio competitivo.

Partiamo da un esempio pratico.
Pensa ai locali notturni che offrono servizi per la movida nelle città: basta un minimo investimento e chiunque può aprirne uno e farti una concorrenza spietata.
Tutto può essere imitato, ma il vero danno è quando copiano e riescono pure meglio di te.
In breve tempo vedrai che anche i clienti più affezionati cercheranno il tuo competitor guidati…da cosa? Dalla moda? Dalla presenza massiccia di persone? Dalle preferenze altrui?

Come proteggere, allora, la tua attività?
Semplice: puntando proprio sugli asset che non possono essere replicati, che non possono essere copiati perché fanno parte dell’anima della tua attività. Sono, cioè, un po’ come un’impronta digitale.

Tutti questi asset intangibili si possono individuare nel Brand.

Se facciamo in modo che un consumatore possa “identificare l’origine” e soprattutto “attribuire un valore” alla tua offerta, immancabilmente avrai un vantaggio competitivo che nessuno potrà toglierti facilmente.

Attraverso un’efficace comunicazione, puntando alla percezione che il consumatore ha di te, alle sensazioni che ha quando si trova in contatto con la tua azienda e i suoi prodotti, allora sì che verrai riconosciuto come un Brand “unico”, facilmente identificabile e distinguibile rispetto a quello della concorrenza (Brand Positioning).

Tutto quello che hai letto (purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista) puoi guardarlo anche al contrario e diventare competitor che corrodono il terreno ad aziende del settore di riferimento, sfruttando appunto il fatto che non hanno un Brand forte, riconoscibile.

Per competere si dovrà lavorare sull’immenso patrimonio della marca (Brand Equity), continuamente, senza lasciare nulla al caso.

Adesso…non avete più scuse!

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